La mensa dei poveri di Como

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Mensa dei poveri di Como

Nella Casa Vincenziana di Via P. Tatti 7 a Como è attiva una mensa che accoglie persone senza fissa dimora e in momentaneo stato di indigenza.

Grazie alle donazioni di generi alimentari da parte di associazioni, enti e privati, distribuisce circa 100 pasti giornalieri, dalle ore 11 alle 12, per 280 giorni all’anno: più di 20.000 pasti complessivi.

Gli ospiti della mensa vengono accolti amorevolmente dai volontari e dalle Suore, che coordinano il servizio, in un’ambiente familiare e riservato, dove il rispetto della loro dignità di persone è valorizzato.

Scopri qui sotto le storie di vita vissuta nella Mensa dei poveri di Como e la nostra fotogallery;
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Per informazioni: Figlie della Carità
Via Primo Tatti, 7 - 22100 Como (CO)
Mail: fdccomo@casavincenziana.it - Tel.: 031.278.115
Mail: info@casavincenziana.it

Mensa dei poveri di Como

Storie di vita

Da diversi anni sono volontario alla mensa feriale della Casa Vincenziana di Via Primo Tatti. Nel servizio si alternano volontarie e volontari sotto la direzione delle Suore con una presenza giornaliera che, in questi ultimi tempi, è arrivata a circa cento pasti al giorno divisi in tre turni. Per accedere alla mensa è necessario munirsi di un buono che viene rilasciato dall’ufficio PORTA APERTA dopo un colloquio con l’interessato.

Ho cominciato questo impegno per occupare le ore libere del mattino in un lavoro utile e con la possibilità di fare nuove conoscenze. A poco a poco, modificandosi anche la personalità dei frequentatori con l’arrivo degli extracomunitari, è aumentata in me la consapevolezza che il nostro aiuto non deve essere solo materiale ma anche condivisione delle difficoltà che le persone incontrano.

Queste parole, tratte dalla preghiera dei vincenziani:
“Signore, fammi buon amico di tutti, fa’ che la mia persona ispiri fiducia... Liberami dall’egoismo perché ti possa servire, perché ti possa amare, perché ti possa ascoltare in ogni fratello che mi fai incontrare.” sono diventate il mio credo e nel nostro servizio dobbiamo evangelicamente dire: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare.”

Roberto Pozzi

La storia di Mario

Sono arrivato a Como in cerca di lavoro nel marzo 2008 e la mensa vincenziana è stata in pratica la prima cosa che ho conosciuto della città, dato che in quello stesso giorno sono andato a mangiare: era il 18 marzo, lo ricordo benissimo, come ricordo alla perfezione i volti delle persone che vi ho incontrato (e poi logicamente re-incontrato tante volte), l’affaccendarsi tra i tavoli dei volontari, l’atmosfera cordiale e serena che solo raramente viene turbata da qualche futile discussione o qualche piccolo screzio tra i commensali come del resto è comprensibile, non tutti quelli che vivono in strada, o comunque ai margini della società, sono amici tra loro e non sempre si è disposti a tollerare o simulare indifferenza.

Ma nulla di serio o di preoccupante, direi, anche per merito delle Suore che hanno lo “strano” dono – o l’inquietante virtù, fate voi – di coniugare l’inflessibilità con la carità e la vigilanza con la generosità. Quello che posso dire è che si mangia dignitosamente bene, cibi freschi e serviti in tavola ancora fumanti, senza rimasugli o riciclaggi come mi è capitato purtroppo di constatare in altre mense, forse meno baciate dalla sorte e dalla Provvidenza. E poi, trascorrere seduti un po’ di tempo al caldo nelle rigide mattinate invernali, soprattutto se fuori infuria la bufera, è un vero sollazzo. Chiedete in giro a chi lo ha provato e tuttora lo prova.

Mario

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